Comunicazioni

La cerca e cavatura del tartufo è patrimonio Unesco

La “Cerca e della cavatura del tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali” è ufficialmente iscritta nella lista UNESCO del Patrimonio culturale immateriale. La decisione è stata comunicata ieri, 16 dicembre, a seguito del pronunciamento del Comitato intergovernativo UNESCO.
Il lavoro svolto per ottenere questo risultato viene da lontano: da alcuni decenni Savigno fa parte dell’ Associazione Nazionale Città del Tartufo, tra gli enti promotori della candidatura.
La ‘Cerca e cavatura del Tartufo in Italia’ rappresenta un patrimonio culturale immateriale di conoscenze e pratiche tramandate oralmente per secoli che caratterizzano la vita rurale dei tartufai nei territori tartufigeni italiani tra cui Savigno.
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In foto "Poggetto", all'anagrafe Dante Zanna, così chiamato perché originario di Bel Poggio - un casolare di contadini nei pressi di Savigno -, che fu un grande cercatore di tartufi. Si narra che nella sua lunga carriera di tartufaio abbia portato alla luce più di 5 quintali di profumato tartufo bianco. La sua bravura stava nel camminare, anche in una sola mattinata, per ben tre parrocchie in quanto il tartufo "si nasconde sotto le suole delle scarpe".
Scomparso nel 1994, all’età di 92 anni, rimane nella memoria collettiva non solo attraverso i ricordi ma anche attraverso le rappresentazioni artistiche dell'amico Gino Pellegrini.
 
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